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Se ripenso a “ieri”, al Novembre del 2002, quando per la prima volta in assoluto sono salita tanto su di una moto e sono caduta dopo neanche 20 metri, non mi sarebbe mai passato per la testa di provare a correre in moto.
Anche dopo averne acquistata una mia e cadendo più volte data l'inesperienza, la maggior parte delle persone avrebbero pensato che forse sarebbe stato meglio riportarla dal concessionario e lasciar perdere.
Invece con caparbietà e senza troppo pensare ho imparato le regole dell’equilibrio e per una serie di fortuite circostanze il 27 Novembre 2003 ho provato la pista!
Basta! Da quel giorno c’è stato poco altro, con tale intensità, nella mia mente e nei miei obiettivi.
Ho capito che i desideri di una bimbetta appena undicenne (le moto, la velocità, le emozioni e l’attitudine all’impegno senza compromessi in qualcosa che si ama) trovavano la realizzazione lì, proprio in quei venti minuti passati oltre la pit lane.
Così ho perseguito l’adorazione fisica e psichica dell’andare in moto e la fortissima voglia di migliorarmi. L'ho fatto grazie anche all’aiuto di tante persone importanti, riferimenti costanti nel tempo o solo di passaggio, che hanno creduto in me, nella passione sconfinata che giustifica ogni mio sacrificio e nelle mie doti di pilota…ma questo come ultimo motivo!! :)
La mia storia è una storia comune, in senso duplice, perché è anche “comune” a queste persone, queste luci che hanno illuminato la mia strada e senza le quali non avrei fatto le esperienze degli ultimi anni.
Grazie a loro sono salita in moto. Grazie a loro ho cominciato a correre nel 2005, Trofeo italiano Motocicliste, primo approccio con l’agonismo e grazie a loro ho corso nel Campionato Italiano Femminile nel 2006.
Adoro correre, adoro la competizione nei suoi mille aspetti umani, adoro il senso di agitazione prima delle gare e il silenzio dei paddock a notte fonda quando il solo brusio che si riesce ad "ascoltare" sono i sogni, le suggestioni e le aspirazioni dei piloti.
Mi piace il modo in cui il motociclismo mi mette davanti ai miei mille difetti o ai problemi e ancora di più apprezzo il fatto che mi ha insegnato come affrontarli per andare avanti.
Quando parto in gara il giovedì, mi sento come se partissi per la più bella delle vacanze, stacco il cervello e mi sento ripagata delle “millemila” ore di lavoro, delle rinunce, della fatica.
Per questo corro in moto, per amore.
Anche dopo averne acquistata una mia e cadendo più volte data l'inesperienza, la maggior parte delle persone avrebbero pensato che forse sarebbe stato meglio riportarla dal concessionario e lasciar perdere.
Invece con caparbietà e senza troppo pensare ho imparato le regole dell’equilibrio e per una serie di fortuite circostanze il 27 Novembre 2003 ho provato la pista!
Basta! Da quel giorno c’è stato poco altro, con tale intensità, nella mia mente e nei miei obiettivi.
Ho capito che i desideri di una bimbetta appena undicenne (le moto, la velocità, le emozioni e l’attitudine all’impegno senza compromessi in qualcosa che si ama) trovavano la realizzazione lì, proprio in quei venti minuti passati oltre la pit lane.
Così ho perseguito l’adorazione fisica e psichica dell’andare in moto e la fortissima voglia di migliorarmi. L'ho fatto grazie anche all’aiuto di tante persone importanti, riferimenti costanti nel tempo o solo di passaggio, che hanno creduto in me, nella passione sconfinata che giustifica ogni mio sacrificio e nelle mie doti di pilota…ma questo come ultimo motivo!! :)
La mia storia è una storia comune, in senso duplice, perché è anche “comune” a queste persone, queste luci che hanno illuminato la mia strada e senza le quali non avrei fatto le esperienze degli ultimi anni.
Grazie a loro sono salita in moto. Grazie a loro ho cominciato a correre nel 2005, Trofeo italiano Motocicliste, primo approccio con l’agonismo e grazie a loro ho corso nel Campionato Italiano Femminile nel 2006.
Adoro correre, adoro la competizione nei suoi mille aspetti umani, adoro il senso di agitazione prima delle gare e il silenzio dei paddock a notte fonda quando il solo brusio che si riesce ad "ascoltare" sono i sogni, le suggestioni e le aspirazioni dei piloti.
Mi piace il modo in cui il motociclismo mi mette davanti ai miei mille difetti o ai problemi e ancora di più apprezzo il fatto che mi ha insegnato come affrontarli per andare avanti.
Quando parto in gara il giovedì, mi sento come se partissi per la più bella delle vacanze, stacco il cervello e mi sento ripagata delle “millemila” ore di lavoro, delle rinunce, della fatica.
Per questo corro in moto, per amore.
